lunedì 9 settembre 2013

Taverna Portuense. Bona che manco mi nonna.

In una landa desolata di sera e brulicante di giorno, habitat naturale di vigili urbani dalle grandi mani callose, a metà strada tra la città e la campagna, sorge questa piccola e genuina trattoria. Sì, sì, avete letto bene, ho scritto proprio trat.to.ri.a.
Non un'osteria, bistrot, bacherie, ristochic, etc., in cui gli chef si lodano e si sbrodolano con i loro adesivi colorati da appiccicare con orgoglio ai vetri della porta, ma una tradizionale trattoria. Ecco, ora prendete dei sacchetti di carta, quelli del pane vanno bene, portateli alla bocca e fate dei bei respironi profondi, che lo so che voi state alle trattorie come Buddy sta alla cucina italiana e che pensate che oggigiorno le trattorie sono così demodè e out. Ma porca miseria, qui mica siamo al gamberoslowmicheloso ad intarsiare i cocomeri eh, qua si parla di magnà pe davvero.
Quindi levatevi quell'aria da gastrofighetti snob, sostituite i tacchi con le cioce, attaccatevi il bavagliolo alla camicia che non voglio avere i conti della tintoria e preparate la salivazione che qui si mangia e si chiacchera.


La trattoria.

Perché il bello delle trattorie è proprio l'aria che si respira, l'atmosfera alla volemose bene, e alla Taverna Portuense, appena varchi la soglia, ti senti come a casa. Il servizio è gentile, premuroso e sempre sorridente che non guasta mai. Ti puoi abbuffare sui classici della cucina romana e non, con tanta gioia del palato e del portafoglio.
Fare la scarpetta poi è d'obbligo, è un must che se rinunci si vede subito che non capisci na mazza di cibo e che sei lì perché ti ci hanno obbligato, magari gli amici, e invece tu volevi stare a "mangiare" alla Pergola con la tua boccuccia chic a forma di cuore.
Ma io sono figa, e in questo, sono la regina delle scarpette... basta un po' di cremina nel piatto che non guardo più in faccia a nessuno tanto meno al posto in cui mi trovo e stica.
Comunque, il menù della Taverna non è ricchissimo, ma c'è un'ampia scelta che va dalla terra al mare. Come antipasto prendo spesso un tortino di parmigiana...

Il tortino sfocato.
...delizioso, saporito e per nulla acido oppure bocconcini di patate arrotolati nel guanciale croccante...

Le patate meno sfocate.
...molto buoni, ma preferisco le melanzane zuppe di sugo.

Seguono i primi che dove cogli cogli, cogli bene senza brutte sorprese, non vi dovete preoccupare,


La carbonara già iniziata.

mentre i secondi sono uno schiaffo alle diete tra abbacchio allo scottadito, saltimbocca alla romana, bistecche, orate, calamari, etc...

Certo, non vi dovete aspettare mica chissà quali piatti gourmet, però alla Taverna Portuense si mangia bene, è perfetta per una cena tra amici, ma anche per un primo appuntamento dove fate vedere subito che con l'insalata ce fate mangia' er criceto.
Insomma, prenotate e provatela.
Se poi ancora credete che la trattoria sia anni '80, beh... allora vi meritate davvero i bimbiminkia, Gigi D'Alessio e le tartine al caviale.

Colonna sonora:La società dei magnaccioni

Annatece:
Taverna Portuense
Via Portuense 765 - Roma
338/8801392