sabato 24 agosto 2013

Caffè Propaganda. L'insostenibile leggerezza del portafoglio.

Finalmente, dopo tanti mesi che rincorrevo questo ristorante, sono riuscita ad andarci, e soprattutto in un orario decente. Eh sì, perchè qui hanno avuto la malsana idea di organizzare la cena in 2 turni: le 20,30 o le 22,30. Se vuoi mangiare alle 21,00 te lo sogni ed è meglio che vai dal paninaro fronte colosseo.
Comunque, il risto/bistrot è esteticamente molto carino, lo stile è il super gettonato bistrot parigino di primi novecento, a quanto pare in questi ultimi anni una vera moda che ha contagiato i ristoranti che vogliono essere superfighi. Non credevo che ci fossero anche in questo settore delle tendenze da seguire. I must have sono:
  1. la lavagna. Se no i piatti del giorno dove si scrivono? Eh! Mica si possono ricordare a memoria  o appuntare su un blocchetto, siamo chic ecchecazzo;
  2. l'acciaio. Come rendere un locale caldo se non con l'uso dell'acciaio che fa tanto retrò? Un tuffo in un passato pieno di glamour e di cascate di perle e boa;
  3. i tremendi (a mio avviso) divanetti di pelle scura che d'estate ci lasci sopra mezza chiappa.



Bene, ora che siamo preparati su come rendere un semplice locale un ristorante da gastrofighetti, possiamo iniziare a parlare dei piatti.

In questo bistrot si mangia stra bene e si spende stra troppo.
Il menù fa "pandan" con l'arredo e l'atmosfera: è un giornale da sfogliare dove, tra un articolo e l'altro, ci sono i piatti proposti. Un'idea davvero carina e ben fatta.
Come antipasto ho preso le polpette di melanzane (3 polpettine 10€) e una focaccia con capperi, olive e bufala (sempre 3 triangolini 10€); mentre come primo ho preso i ravioli(ni) burro e alici con croccanti briciole di pane dorato e fiori di zucca (14€); invece come secondo l'hamburger (20€).
Tutto eccellente, nulla da dire sul gusto, ma le porzioni che orrore!
Io sono una persona di sostanza, mica mi puoi portare 7 (giuro che li ho contati) ravioli mignon come primo e 3 miseri spicchietti di focaccia, non sto a dieta!
E poi, se divido una focaccia, di spicchi ne escono 4... e allora dov'è finito il quarto? Nella panza dello chef?
Comunque, posso passare sopra ai costi elevati, però questi prezzi devono essere anche giustificati dalle porzioni e non solo dalle materie prime. Con un antipasto, un primo, un secondo più acqua e birra mi hanno pettinata ben ben che il parrucchiere Michel in confronto è un pivello. Ho rifiutato il dolce perché se avessi preso il tiramisù a 8€ mi avrebbero fatto anche gli shatush e non mi sembrava il caso visto che di ricrescita ne ho già abbastanza di mio.
Quindi, se siete persone di apparenza o volete far bella figura con l'amato/a o state a dieta perenne, questo è il bristrot perfetto.
Peccato, perché è davvero molto buono.

Colonna sonora: Eri piccola così


Annatece:

Caffè Propaganda
Via Claudia, 15 - Roma
06/94534255