martedì 3 settembre 2013

Pizzeria Fermentum. Straziami, ma di fritti saziami.

All'interno del Parco degli Acquedotti (per chi non fosse di Roma o non conoscesse l'esistenza di questo parco "perchè io bazzico solo villa Borghese o al massimo villa Ada quando non mi vede nessuno", ci troviamo in zona tuscolana), mi imbatto in una piccola casetta di legno, una specie di prefabbricato alla "Extreme makeover home edition" , con la differenza che invece di urlare tra le lacrime "sposta quel bus", qua ti viene da gridare euforicamente a pugni alzati: "portame da magnà!" Così, famelica come una vecchia ai buffet dei matrimoni, mi sono fiondata dentro. Ma il mio entusiasmo si è spento subito, proprio nel momento in cui il mio pollicione ha varcato la soglia... camerieri che ti ignorano completamente, (sarei potuta entrare in mutande e per giunta ruttando che loro non avrebbero battuto ciglio, sembravano i fantasmini di pac man che vagavano per i tavoli senza una meta precisa). E poi l'arredo, semplice (che va anche bene), ma i tavolini che si trovano nell'area all'aperto, sul brecciolino, vanno cambiati porca pupazza, hanno delle sedie tremende, basse e scomodissime... Per intenderci quel genere di sedie in acciaio che, dopo pochi minuti che accolgono le tue adorate chiappe, ti tatuano sulle natiche profonde strisce trasversali. E puoi indossare anche pantaloni di flanella spessi quattro centimetri, non ci son cazzi, una volta che ti alzi hai sempre la netta convinzione di esserti giocata l'osso sacro.



E invece pizzeria Fermentum mi stupisce con effetti speciali da mandare in brodo di giuggiole le mie papille.
Innanzitutto con i fritti. Ottima la crocchetta di patate e 'nduja, panatura perfetta e interno cremoso e piccante al punto giusto. Buono pure il fiore di zucca, anche se leggermente unto, e goduriosissimo il mini arancino taleggio e tartufo. Nel complesso i fritti son davvero buoni, tanto da offendere la mia ernia iatale che per tutta la serata non si è fatta sentire facendomi anche preoccupare. Non ci sono abituata...
Bravi!
La pizza si mangia bene, grazie anche al coltello da bistecca che ti danno in dotazione. Così, appena ti siedi, capisci subito di che pasta son fatti. Né napoletana, né romana, a me la loro pizza è sembrata più un frisbee perfetto. Bella rotonda e super croccante, non solo ai bordi, ma anche al centro... Infatti la fetta è in grado di tenersi su dritta da sola! Senza trucchi. La punta della fetta che ti tagli con amore non si affloscia verso il piatto fecendo colare la mozzarella con i vari condimenti... No, no, ti guarda impettita sfidandoti a morderla. Fantastico.
I gusti delle pizze sono davvero tanti e dagli abbinamenti più insoliti, delle vere pizze gourmet. Sembra di leggere un catalogo di moda con le nuove tendenze della stagione dove vorresti prendere tutto.
Io ho scelto la pizza Testun Occelli al Barolo e Finocchiona. Molto buona, non troppo pesante, croccante come dicevo e dal sapore deciso dato dal formaggio. Peccato per la Finocchiona che si è sentita poco, il suo gusto viene leggermente percepito, non so se è dovuto al fatto che sia stata cotta. Però la prova è stata superata brillantemente.
Anche se i prezzi non sono economicissimi, una capatina da Fermentum io la consiglio. Per provare almeno una volta i suoi fritti, la pizza frisbee e per mettere alla prova la vostra ernia iatale.

Colonna sonora: I was made for lovin' you

Annatece:
Pizzeria Fermentum
Via Lemonia, 214 - Roma
06/45481454